Commercio al dettaglio

Perché i punti vendita fisici restano essenziali

Un'introduzione alla location intelligence per il settore retail e a come sfruttare le tendenze di consumo per migliorare le performance dei punti vendita.

Emily Riley

Responsabile content marketing @ huq

August 2, 2024

3 min read

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Una delle ragioni principali per preferire l'acquisto online a quello in negozio è la comodità di ordinare un prodotto direttamente a casa. Ma l'acquisto online è davvero comodo quanto si è portati a credere? Tra tempi di consegna incerti o poco pratici, costi di spedizione elevati per articoli di basso valore e politiche di reso poco agevoli, i vantaggi dell'acquisto online superano davvero gli svantaggi?

Introduzione

In un'epoca in cui la spesa può essere consegnata poche ore dopo l'ordine, in cui è possibile prenotare hotel, trasporti e biglietti per i musei in un'unica comoda app come Booking.com e in cui tutto il resto si ordina facilmente su Amazon, è facile mettere in dubbio la necessità dei punti vendita fisici. Persino le insegne del centro città più amate come M&S, H&M e Boots offrono un'esperienza di acquisto online impeccabile e, grazie a Deliveroo e Just Eat, si può avere un Costa bollente tra le mani pochi minuti dopo l'ordine. Perché, allora, servono ancora i punti vendita fisici?

La sfida: individuare la location giusta

Massimizzare ricavi e ritorno sull'investimento contenendo al tempo stesso il rischio è una priorità per qualsiasi retailer. Scegliere la location giusta è fondamentale per garantire un traffico pedonale sufficiente e attrarre clienti fedeli e nuovi. Una location scelta male può tradursi in scarsa affluenza, performance di vendita deboli e, alla fine, nella chiusura dei punti vendita.

I retailer devono comprendere le dinamiche del mercato locale per posizionare efficacemente i propri punti vendita. Ciò comporta l'analisi dei dati di affluenza, dei dati demografici e del tempo di permanenza insieme alle indicazioni sulla spesa, per individuare le aree ad alto potenziale. Sapere dove si muovono i consumatori, qual è il loro potere d'acquisto e quanto è densamente popolato il bacino d'utenza aiuta gli strateghi a prendere decisioni informate.

Creare un'esperienza memorabile in negozio

Nel mondo online si parla spesso di «user experience» e «customer journey» per misurare quanto rapidamente, facilmente e fluidamente un cliente passa dalla visita a un sito alla consultazione dell'elenco prodotti, all'aggiunta di un articolo al carrello e al pagamento alla cassa. Creare un'esperienza online senza attriti non solo aumenta le vendite, ma genera affinità di marca. Un principio che i brand di successo replicano nei loro punti vendita fisici.

I negozi fisici consentono ai retailer esperienze uniche e coinvolgenti che non possono essere replicate online. Prendiamo Selfridges. L'istituzione della moda ha ottenuto fama mondiale per le sue sontuose vetrine. Durante le festività, le sue Christmas windows attirano oltre 160.000 visitatori al giorno. Vetrine che vengono naturalmente fotografate, corredate di hashtag e condivise sui social media (Fonte: British Heritage). Questa strategia sfrutta una location fisica non solo per attirare i passanti, permettendo a Selfridges di capitalizzare l'aumento dell'affluenza, ma anche per rafforzare la propria presenza online, creando un'esperienza omnicanale senza soluzione di continuità.

Costruire la fedeltà dei clienti

Acquistare in negozio dà ai clienti accesso a consulenti e addetti alle vendite competenti. Migliorando l'esperienza in negozio, i team di vendita possono influenzare le decisioni di acquisto e costruire fiducia e senso di comunità. Sono proprio questa familiarità e questo comfort la chiave per far tornare i clienti. Secondo Google, il 45% degli acquirenti che hanno comprato in negozio lo ha fatto perché è il luogo in cui acquistano abitualmente. (Fonte: Think with Google) L'interazione umana rappresenta un vantaggio significativo dei punti vendita fisici.

Comprendere il profilo demografico delle proprie location, età e potere d'acquisto compresi, consente ai brand di personalizzare l'esperienza in negozio in base alle preferenze dei principali segmenti di clientela. I baby boomer, per esempio, possono privilegiare il servizio al cliente, mentre la generazione Z apprezza l'acquisto esperienziale. Primark, il cui pubblico di riferimento rientra nella fascia 17-24 anni, offre molto più del semplice shopping nei suoi flagship store regionali. Con beauty bar interni, punti di ricarica, un barbiere e caffetterie, Primark ha costruito un modello di successo allineato alle preferenze demografiche della propria clientela.

I vantaggi dell'acquisto in negozio

  • Certezza e comodità: gli acquirenti sono più propensi ad acquistare prodotti in negozio, dove possono vedere e toccare l'articolo.
  • Tassi di reso più bassi: solo il 9% degli acquisti in negozio viene restituito, contro il 30% degli acquisti online. (Fonte: CBRE)
  • Ritiro immediato: l'80% degli acquirenti preferisce acquistare in negozio quando ha bisogno di un articolo immediatamente. (Fonte: Think with Google)

Conclusione

L'e-commerce ha indubbiamente trasformato il retail, ma i punti vendita fisici restano fondamentali per offrire un'esperienza di acquisto completa. Ben il 73% dei clienti afferma che i punti vendita fisici fanno parte del proprio metodo principale di acquisto e il 61% dichiara che preferirebbe acquistare da brand con una presenza fisica piuttosto che da brand esclusivamente online. (Fonte: Think with Google)

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Frequently Asked Questions

Clear answers to the most common questions about movement intelligence, retail expansion, and location analytics.

How does movement intelligence differ from traditional market research?
Traditional market research relies on surveys, demographics and historical reports. huq's movement intelligence uses real-world behavioural data to reveal where people go, how long they stay and how locations perform, giving teams a live picture of consumer activity.
Can movement data help benchmark locations against competitors?
Yes. Compare stores, shopping centres, town centres or developments against competing locations using consistent metrics such as footfall, dwell time, catchment, visit frequency and commercial performance.
How often is movement data updated?
huq refreshes behavioural intelligence daily, allowing organisations to monitor changes in visitor activity, market trends and location performance with near real-time visibility.
Which industries benefit from movement intelligence?
Retail, real estate, financial services, government, BIDs, investors and property owners all use huq to make smarter location, investment and regeneration decisions backed by behavioural evidence.
Can huq feed our models directly?
Yes. huq data is available through APIs, data exports and structured datasets, making it easy to integrate into internal dashboards, analytics platforms and quantitative research workflows.
What markets and history are covered?
huq provides extensive UK coverage with years of historical behavioural data and daily updates. Customers can analyse long-term trends, benchmark locations and monitor market changes with confidence.